Giambattista Bodoni

Giambattista Bodoni (1740 – 1813): incisore, tipografo e stampatore italiano. Nato a Saluzzo il 26 febbraio del 1740, si formò nell’arte tipografica nell’officina paterna. Diresse la Stamperia Ducale di Parma nel 1768, disegnò e incise caratteri tipografici di estrema eleganza e pubblicò sontuose edizioni, riconosciute ancor oggi quali esempi di stile.

Scrisse, tra gli altri, il Saggio tipografico di fregi e maiuscole, del 1771, e il Manuale tipografico, edito postumo nel 1818. Ha lasciato alla città natale una preziosa e importante collezione di 250 opere, conservate presso la Biblioteca Civica. Collezioni bodoniane si trovano inoltre presso la Biblioteca Palatina di Parma, la Biblioteca nazionale Braidense di Milano e la Biblioteca civica di Torino.


A lui dobbiamo il carattere “Bodoni” che troviamo ancora oggi, banalmente, nei nostri computer.
In questo carattere sono state applicate dal progettista le quattro virtù, da lui elaborate, che un alfabeto deve possedere: la regolarità (quando le lettere fanno parte di una comune costruzione che le definisce), la nitidezza (quando le lettere sono leggibili), il buon gusto (quando le lettere sono sobrie) e la bellezza (quando il progetto tipografico è stato eseguito con cura, prendendosi il tempo necessario per renderlo perfetto).
Il “Bodoni” è un carattere tipografico costruito in conformità a moduli geometrici, perfetto dal punto di vista delle proporzioni e anche delle correzioni ottiche. Il suo ideatore impiegò l’intera vita per la sua realizzazione, con risultati sorprendenti che possiamo riscontrare nel suo alfabeto.
Le caratteristiche di questo carattere sono: un forte contrasto tra le aste, alcune spesse e altre sottili e le grazie molto fini, quasi perpendicolari rispetto al tratto. Per queste sue peculiarità, il “Bodoni” viene considerato come il primo carattere moderno.

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