Salita al Castello

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Indirizzo
Salita al Castello
Luogo
Centro storico

La strada che oggi si chiama Salita al Castello era l’antica platea castri, centro della vita sociale ed economica del borgo trecentesco, caratterizzato da botteghe e portici prospicienti la piazza e abitazioni ai piani superiori.

Nel 1400 e 1500 divenne anche centro del potere civile e signorile e si arricchì di dimore nobiliari con caratteristiche architettoniche gotiche e rinascimentali. Lo sviluppo urbanistico dell’area fu regolamentato dallo stesso marchese Ludovico II, che l’8 luglio 1500 emanò un editto per evitare che le nuove abitazioni fossero costruite alla rinfusa.

Ancora oggi alcuni edifici presentano facciate con linee architettoniche gotiche (come i grandi archi poi tamponati nel 1700), o con elementi rinascimentali (come i loggiati all’ultimo piano o le facciate decorate ad affresco). 

La pavimentazione della piazza è stata oggetto di un radicale intervento di ripristino dell’acciottolato e durante i lavori è affiorata un’ampia cisterna scavata nella pietra (3 metri di diametro e 17 metri di profondità), utilizzata dal 1500 al 1800. 

La salita è chiusa in alto dallo scenario della Castiglia, l’antico castello dei Marchesi. Di fronte alla Castiglia sorgeva una tettoia pubblica (abbattuta nel 1956), destinata a feste, banchetti e spettacoli. Nel 1763 venne sistemata la fontana della “Drancia”, collocata originariamente più a valle. Nel corso dello spostamento venne sostituita la quattrocentesca vasca di raccolta dell’acqua – ora conservata nel loggiato di Casa Cavassa – con un nuovo bacino di forma ottagonale. 

All’angolo con la piazza è situata la Casa bassa dei Marchesi, (dove si trasferì la famiglia marchionale di tommaso III in occasione dei lavori di ampliamento del castello nel 1397-98), mentre sul lato opposto si può ammirare il palazzo delle Arti Liberali, sede dell’accademia fondata da Ludovico II alla fine del 1400 e poi adibito a carcere giudiziario alla fine del 1700. Gli affreschi monocromi (a grisaille) della facciata risalgono al 1520 e raffigurano le arti del Trivio e del Quadrivio: al primo piano si scorgono le rappresentazioni di Aritmetica, Geometria, Musica, Astronomia; al secondo piano si identificano invece Grammatica, Storia, Retorica e Dialettica. La casa delle arti liberali è adiacente all‘Antico Palazzo Comunale, di fronte al quale è stato rinvenuto e recuperato un pozzo di epoca marchionale. 

L’asse viario si chiude verso il basso con il palazzo Della Chiesa di Isasca, dall’elegante facciata settecentesca, e con la casa detta per tradizione popolare “della Zecca”, decorata da fregi in cotto quattrocenteschi (in realtà la zecca dei Marchesi si trovava a Carmagnola).

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